Risorgere all’alba di una nuova storia

In Italia le giovani generazioni sono oggi politicamente e socialmente ininfluenti. La società italiana non ama i giovani: non crea le condizioni per una loro partecipazione alla democrazia: non solo da un punto di vista politico, ma nega loro anche gli spazi sociali, le possibilità di sviluppo economico e intellettuale, la stessa serenità e speranza nel futuro di cui poteva godere la generazione precedente. La Repubblica è in evidente stato di disgregazione politica e sociale, oltre che di crisi economica. La distruzione del sistema politico della Prima Repubblica, la fine dei partiti di massa che in essa si erano sviluppati e il declino delle tradizioni politiche (e dei punti di riferimento economico-sociali) di cui essi erano portatori hanno lasciato un vuoto che non si è più colmato: quella che oggi chiamano la “Seconda Repubblica” in realtà non è mai veramente nata, perché mai è nato un sistema partitico stabile, mai sono state portate a compimento le necessarie riforme istituzionali, soprattutto mai in Italia si è più vista una classe politica che, nelle diverse declinazioni politiche, ha più avuto quel senso dello Stato e quella capacità di guida politica del Paese di cui poteva vantarsi la prima generazione di politici del Secondo Dopoguerra. Non possiamo nasconderlo: al fallimento della attuale classe politica- di destra e di sinistra- dal populismo personalistico e massmediatico (espressione del più potente gruppo capitalistico-mediatico del Paese) e incapace di delineare un futuro al sistema repubblicano, corrisponde la disgregazione della società civile e la sconfitta della generazione che ci ha preceduto, i cui ideali e sogni sono ormai naufragati nell’individualismo, nel menefreghismo o, nei casi migliori, nella protesta fine a sé stessa.
La nascita e la costruzione dei Giovani Democratici, il più grande caso di ramificazione politica giovanile di massa che la politica italiana oggi esprima, ha e avrà come obiettivo la preparazione, giorno per giorno, di un futuro diverso, la formazione di una nuova generazione politica, la costruzione di una nuova coscienza civile nel Paese. Ma la ricostruzione della democrazia sostanziale non può avvenire senza una nuova, grande stagione di riflessione politica, di elaborazione ideologica, di ideazione di proposte e programmi. La conquista delle istituzioni statali e dei fulcri della vita pubblica, nel futuro che si spera più prossimo, da parte delle nuove generazioni, e la conseguente guida del Paese, dalle più piccole realtà locali alla dimensione nazionale, non può avvenire senza la definizione di un insieme di linee guida ideali, di un progetto politico più complessivo sull’evoluzione del progressismo italiano e sull’Italia di domani, che vogliamo contribuire ad edificare. Lo sbando nel quale si è venuto a trovare il centrosinistra a livello europeo e la decadenza nella quale si ritrova la Repubblica nelle mani della destra richiedono l’elaborazione, insomma, di nuove idee forti, che richiamandosi alle grandi tradizioni del riformismo europeo e italiano- quella del socialismo democratico, quella del cristianesimo democratico, quella del liberalismo democratico- forniscano una nuova interpretazione della società contemporanea, della posizione dell’uomo in questa società, del senso dell’azione politica per migliorarne le condizioni. E’ dunque in quest’ottica di lungo periodo che i Giovani Democratici- pur nella piccola realtà del Municipio XI ( e nella più ampia realtà studentesca del polo universitario di Roma3)- hanno deciso di costituire Rinascita Democratica, un laboratorio politico in cui possa aver luogo questo fondamentale confronto. Si tratta di un’associazione culturale aperta a tutti quei ragazzi e quelle ragazze che vogliano contribuire con le loro idee, senza vincoli di appartenenza partitica, a questo grande dibattito, mettendo a frutto il risultato delle loro esperienze di studio, di lavoro, di attivismo sociale. Verranno organizzate iniziative periodiche, aperte a tutti, in cui, assieme a personalità del mondo politico, accademico, diplomatico, economico o che per altri motivi si sono distinte nella loro attività pubblica, verranno esaminate una serie di tematiche e argomenti dell’attualità italiana e mondiale: dal ruolo dell’Italia nelle organizzazioni internazionali e dalla politica estera italiana perseguita dagli ultimi governi all’idea di Europa dei burocrati ed Europa dei politici assieme al concetto di federalismo europeo; dalla riflessione sui pericoli di derive plebiscitarie che potrebbe implicare l’introduzione di istituti di democrazia diretta nella società individualistica e massmediatica contemporanea a quella sui vantaggi di un sistema democratico-rappresentativo che garantisca un adeguato equilibrio tra autonomia della classe politica e controllo popolare; dalle evoluzioni nelle forme di lotta politica, guardando alla necessità di coniugare nuove modalità di attivismo politico con la fondamentale politica di massa, alla questione dei partiti e della loro maggiore o minore capacità di creare un tessuto sociale consapevole, libero, capace di opporsi ai tentativi di oppressione politica o economica; dal rapporto tra ceto politico e lobby economiche alle necessità di ripensare gli approcci di politica economica di fronte ai problemi economici e sociali creati dalle evoluzioni del capitalismo nell’era della globalizzazione. Insomma una associazione ideologica negli obiettivi ma anti-ideologica nel metodo, che, pur ispirandosi all’ideale progressista e alla tradizione riformista, mette al centro il libero confronto, senza pregiudizi e senza etichette.
I risultati delle iniziative, che si terranno con cadenza regolare e a cui potranno seguire confronti successivi, saranno pubblicati sul sito www.giovanidemocratici11.it, in modo da poter aprire ai commenti e alle osservazioni i conseguenti documenti online.
Abbiamo deciso, infine, di dedicare la prima iniziativa al tema della scuola e dell’università: istituzioni (ormai da tempo) bisognose di una riforma vera e seria, poiché è anche dalla qualità del sistema formativo di un paese che si capisce la sua maggiore o minore libertà. Presto diffonderemo informazioni più specifiche su questo incontro.

Lorenzo Donatelli

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