Il significato storico della giovanile democratica: ragioni e obbiettivi culturali e politici.
La politica del nostro Paese sta attraversando gli anni centrali della sua continua “decadénce”.
In un momento di acuta crisi politica, valoriale e ideale, nasce concretamente l’esigenza di costruire un nuovo ordine intellettuale e morale, cioè un nuovo tipo di società, quindi l’esigenza di elaborare ex novo i concetti più universali, le armi ideologiche più raffinate e diverse.
Il valore politico della Giovanile Democratica dipenderà, in maniera determinante, dalla sua capacità di interpretare le giovani generazioni, studiandone fermenti ed esiti storici, ponendo in esse le basi per l’auspicato “Risorgimento culturale e politico” di cui il nostro Paese ha urgentemente bisogno.
La Giovanile, molto più che il Partito, è in grado di scardinare la crisi politica che vive il Paese attraverso l’elaborazione di nuovi modelli culturali, legati al nostro tempo ma nello stesso istante emergenti da esso, proiettati al futuro. Il nuovo soggetto politico giovanile dovrà impostare in tal senso il ritmo per uno sviluppo di una riflessione tanto ricca di spunti quanto articolata e flessibile, secondo le sensibilità e le necessità delle giovani generazioni.
In questo “progetto risorgimentale” della politica si situa il ruolo culturale e politico dei Giovani Democratici.
La ricerca della formazione di una nuova classe politica culturalmente attrezzata, armata di una visione generale dello sviluppo, dei problemi, delle esigenze e della collocazione internazionale del proprio paese sarà il cuore dell’elaborazione, dello studio, delle relazioni che la Giovanile porterà avanti. La possibilità sempre aperta di avviare un colloquio, anche quando le opinioni divergano. E questa è appunto, in mezzo alle chiusure delle intolleranze fanatiche e dei dogmatismi ciechi e improduttivi, la libertà nella quale Noi crediamo.
Compito della Giovanile sarà dunque quello di fare della elaborazione culturale il proprio paradigma metodologico, che le permetta di elaborare una propria visione della realtà e della storia del Paese ma tenendo sempre ben presente il nesso fondante tra idee forti e forze reali.
Il modello culturale della Giovanile, inquadrando il presente in prospettiva, è l’unico che può consentirle una lucida e corretta critica politica nei confronti del Sistema-Paese.
Soltanto attraverso una “Rivoluzione Culturale” la Giovanile riuscirà a contribuire al “Risorgimento Politico Nazionale”: lavoro, laicità e questione democratica sono tre grandi nodi in cui si misurerà la capacità del riformismo italiano di dare la risposta che la parte migliore del Paese si attende per uscire dalle secche della malapolitica di questa pseudo-destra. Anche e soprattutto la Giovanile è cosciente che la risposta a questa deriva non potrà arrivare da un populismo leggero, ma dal rilancio di un grande progetto culturale, ancor prima che politico, del riformismo della sinistra.
Il compito della sinistra di matrice riformista in Italia è dunque ben lungi dall’essere esaurito.
È stato aperto un grande cantiere riformista e progressista, quello della costruzione del Partito Democratico: affrontare con coraggio le sfide del futuro sarà preciso compito della Giovanile Democratica, che rappresenta il futuro generazionale del Paese.
Ma per affrontare questa sfida occorrono due elementi essenziali: un’attenta custodia dell’eredità viva e vitale che la lezione storica del nostro passato culturale e civile ci ha lasciato, insieme all’organizzazione, al coraggio e all’intelligenza per riuscire gramsciamente a “fare nuova storia” attraverso la “forza delle nuove idee” che solo una giovanile può mettere in campo, perché come ha scritto Vittorio Foa: “Se vogliamo che le cose migliorino dobbiamo pensare che possono migliorare: la scelta è fra un mondo di possibilità e un mondo di fallimenti”.
In ultima analisi, Noi Giovani Democratici considerando la cultura, paradigma metodologico della nostra politica, come “la conquista di una coscienza superiore per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti e i propri doveri”, come amava trasmetterla Antonio Gramsci, pensiamo la politica come lo strumento attraverso il quale lo “studio del mondo e dell’uomo” trova la sua elaborazione teorica e il “futuro delle giovani generazioni” le sue prospettive oggettive e concrete.
La politica urge di ritornare a quell’onore che essa ha meritato in momenti alti della storia del nostro Paese.
Noi Giovani Democratici sapremo dare un contributo decisivo perché come sostiene Max Weber:
“Non l’età conta; bensì lo sguardo addestrato a scrutare senza pregiudizi nelle realtà della vita, la capacità di sopportarle e l’intima maturità di fronte ad esse. Invero, la politica si fa con il cervello ma non con esso solamente”.
1 Comment to “Il significato storico della giovanile democratica: ragioni e obbiettivi culturali e politici.”
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By Giovanna, 23 novembre 2008 @ 02:59
Giù il cappello Compagno Falsone!
Proprio quello che manca a questo partito: ideologi e intellettuali che professino un pensiero concreto.
All’indomani di queste scadenti, perchè veltroniane, elezioni primarie per la Giovanile riflettendo sulla vuotezza politico-culturale del Pd e della sua pseudo-giovanile la mente e il cuore riecheggiano le tue arringhe dissertatorie.
Unico e inimitabile: mozione Falsone a vita.
Un amorevole e viscerale saluto al Compagno Falsone e al suo universo “gramsciano-particolaristico-kierkegaardiano” nonchè al filosofo del XXI secolo.
TOGLIATTI VIVE, SOLTANTO POCHI POSSONO PREGARE ALLA SUA TOMBA
“Soltanto se l’anima lotta la mente trionfa”
Auguri vivi e calorosi per tutto ciò che ti riguarda adesso e in futuro.
Saluti,Compagna Candiano.